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310 2019 - Nove Lune

Affinato in legno

3 uve
1 vino
0 chimica

Nuova chiave di lettura per questo PIWI bergamasco, Alessandro e la sfida con il legno! 2 sole Barrique per arricchiere l'invecchiamente di un vino bianco che si preserva la sua grande florealità e frutta ma sfida il tempo e la struttura! vincera la sfida?! solo 530 bot.

Prezzo IVA incl.
  • 26,00 €
Spedizione
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Quantità
Uvaggio: Solaris 40% — Bronner 30% — Johanniter 30%
Tipologia dei terreni: I vigneti insistono su terreni collinari prevalentemente argillosi ad un’altitudine di circa 450 metri s.l.m., con esposizione a Sud
Sistema d’allevamento: Guyot
Densità d’impianto: 6.000 ceppi/ha
Conduzione vigneti: Metodo biologico. I vitigni resistenti consentono di non eseguire alcun trattamento o al limite nelle annate peggiori solamente due o tre biologici senza chimica di sintesi
Vendemmia: Le uve raccolte vengono diraspate a rulli aperti per lasciare intatti gli acini. Segue la pressatura soffice e successivo illimpidimento dei mosti con basse temperature
La fermentazione avviene in acciaio a temperatura controllata intorno ai 17 °C per preservarne la freschezza e i profumi. Dopo la fermentazione si affina in acciaio fino all’imbottigliamento.

Nove Lune

"Volevo arrivare a produrre vini di qualità senza inquinare me stesso, l’ambiente e il consumatore finale; ci sono riuscito utilizzando i vitigni resistenti" - Alessandro Sala
 
Le varietà di vite che resistono naturalmente alle malattie come la peronospora e l’oidio permettono di produrre vini di qualità eliminando quasi completamente l’uso di anticrittogamici e totalmente quello di altre sostanze chimiche quali diserbanti e concimi, salvaguardando la salute dei consumatori e l’integrità dell’ambiente.

L’importante sarà nei prossimi anni uscire da un pregiudizio, riconoscere i problemi reali che la viticoltura ha e risolverli. Gli anticrittogamici oltre ad inquinare l’ambiente, rimangono all’interno del frutto con una certa residualità.

Cosa realmente beviamo?

Un vino prodotto da uve che non abbiano mai visto alcun trattamento chimico (o quasi) sarebbe un dono che facciamo al nostro organismo e un enorme passo avanti verso la tutela dell’ambiente. Questa non è soltanto viticoltura biologica o biodinamica, questa è viticoltura moderna e sostenibile. Si potrebbe benissimo sviluppare una nuova viticoltura, maggiormente qualitativa, non solo nelle caratteristiche organolettiche dei vini, bensì verso quelle ambientali.

Penso soprattutto a quei vigneti posti in prossimità dei centri abitati o di scuole, asili o parchi dove giocano i bambini, fattorie didattiche od ovunque ci sia uno stretto contatto con aree popolate. Il mio scopo è da anni oltre a quello di produrre vini di pregio senza l’utilizzo di sostanze chimiche dannose, quello di diffondere le conoscenze su questi vitigni per permettere un loro maggiore utilizzo tra i produttori e di conseguenza una migliore salvaguardia dell’ambiente. Sono stato pertanto promotore della nascita dell’associazione Piwi Lombardiache riunisce tutti i viticoltori e gli appassionati di vitigni resistenti della nostra Regione.

L’ecologia è o dovrebbe essere patrimonio di tutti e per Alessandro Sala, fondatore della cantina questo fine può essere condotto solamente in modo trasparente, tra etica ed arte di vivere.