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Theia Nove Lune

Miglior Passito PIWI d'Italia

Giallo ambrato lucente di grandissima consistenza, opulento già alla vista. Meraviglioso profilo olfattivo composto da note di albicocca, dattero, pesca, fichi secchi, castagne, nocciole, miele, erbe aromatiche, incenso e note speziate.

Palato di grandissimo equilibrio, freschezza e salinità accompagnano il sorso, mitigando lo zucchero e l’alcol. Finale lunghissimo e balsamico che lascia la bocca pulita e che invita ai sorsi successivi.

Rigorosamente vino da fine pasto, Theia è perfetto accompagnamento di formaggi erborinati o molto stagionati e foie gras. Ottimo anche su dolci a base di cioccolato e pasticceria secca.
Da bere anche da solo, come vino da meditazione.

Prezzo IVA incl.
  • 38,00 €
Spedizione
Spedizione gratuita per ordini superiori a 83€ (supplemento isole)
Quantità
Uvaggio: Helios 40% – Solaris 40 % – Bronner 20%
Tipologia dei terreni: I vigneti insistono su terreni collinari prevalentemente argillosi ad un’altitudine di circa 450 metri s.l.m., con esposizione a Sud
Sistema d’allevamento: Guyot
Densità d’impianto: 6.000 ceppi/ha
Conduzione vigneti:Metodo biologico. I vitigni resistenti consentono di non eseguire alcun trattamento o al limite nelle annate peggiori solamente due o tre biologici senza chimica di sintesi
Vendemmia: La vendemmia viene eseguita rigorosamente a mano, come tutte le altre operazioni in vigneto
Vinificazione: Le uve raccolte accuratamente selezionate vengono messe ad appassire per circa tre mesi
La fermentazione avviene in acciaio a temperatura controllata intorno ai 17 °C per preservarne la freschezza e i profumi

Nove Lune

"Volevo arrivare a produrre vini di qualità senza inquinare me stesso, l’ambiente e il consumatore finale; ci sono riuscito utilizzando i vitigni resistenti" - Alessandro Sala
 
Le varietà di vite che resistono naturalmente alle malattie come la peronospora e l’oidio permettono di produrre vini di qualità eliminando quasi completamente l’uso di anticrittogamici e totalmente quello di altre sostanze chimiche quali diserbanti e concimi, salvaguardando la salute dei consumatori e l’integrità dell’ambiente.

L’importante sarà nei prossimi anni uscire da un pregiudizio, riconoscere i problemi reali che la viticoltura ha e risolverli. Gli anticrittogamici oltre ad inquinare l’ambiente, rimangono all’interno del frutto con una certa residualità.

Cosa realmente beviamo?

Un vino prodotto da uve che non abbiano mai visto alcun trattamento chimico (o quasi) sarebbe un dono che facciamo al nostro organismo e un enorme passo avanti verso la tutela dell’ambiente. Questa non è soltanto viticoltura biologica o biodinamica, questa è viticoltura moderna e sostenibile. Si potrebbe benissimo sviluppare una nuova viticoltura, maggiormente qualitativa, non solo nelle caratteristiche organolettiche dei vini, bensì verso quelle ambientali.

Penso soprattutto a quei vigneti posti in prossimità dei centri abitati o di scuole, asili o parchi dove giocano i bambini, fattorie didattiche od ovunque ci sia uno stretto contatto con aree popolate. Il mio scopo è da anni oltre a quello di produrre vini di pregio senza l’utilizzo di sostanze chimiche dannose, quello di diffondere le conoscenze su questi vitigni per permettere un loro maggiore utilizzo tra i produttori e di conseguenza una migliore salvaguardia dell’ambiente. Sono stato pertanto promotore della nascita dell’associazione Piwi Lombardiache riunisce tutti i viticoltori e gli appassionati di vitigni resistenti della nostra Regione.

L’ecologia è o dovrebbe essere patrimonio di tutti e per Alessandro Sala, fondatore della cantina questo fine può essere condotto solamente in modo trasparente, tra etica ed arte di vivere.