Così dopo aver provato ad andare in cantina, per capire di più, mi risponde Alessandra…Vieni pure oggi. Gussago, bellissima, dove sarà la cantina? quella villa sulla collina? No aspetta è in alto, sarà quell’altra bella casa? No avanti… ma non vedo un cartello, la strada sempre più ripida ma Noi siamo di Montagna. Incontro un signore e mi dice, vai avanti e sali la scarpata, Bo, Vai a fidarti.. arrivo è c’è un rudere in costruzione (a metà) sarà qui??

Incontriamo Alessandra sta parlando al telefono, così incomincio a cercare i vigneti, un angolo inaspettato, 2 ettari scoscesi che si posizione in altura saranno quasi a 400 metri.

Eccoci finalmente, avevo letto qualcosina prima di presentarmi ma non mi ero fatto un’idea precisa; un vecchio rudere sistemato è la cantina, tutto a contatto con la roccia calcarea di Gussago. Nessuna tecnologia, solo 3 stanze con vasche di cemento, un torchio e delle botti! Meraviglioso e suggestivo con qualche lampadina che faceva le bizze!

Sistemata la luce incominciamo la degustazione, i vini sono meravigliosi e attraversati in maniera orizzontale da un filo comune che li collega, in vigna solo Chardonnay e Pinot nero.

Gli Spumanti per scelta non sono Franciacorta, sono 4 etichette:
Spumante Metodo Classico Dosaggio Zero Blanc de Blancs Divella
Dosaggio Zero 'Ninì' Divella - Chardonnay e Pinot Nero
Spumante Metodo Classico Rosé Dosaggio Zero 'Clò Clò' Divella

Solo dosaggio zero e spiccata mineralità o come si vuole chiamarla, legata alla pietra calcarea di Gussago che abbiamo toccato con mano.


Il Blanc de Blancs

Il Blanc de Blancs Metodo Classico di Divella è uno spumante di eccezionale personalità e finezza interpretativa. Il volto che si cela dietro a questa etichetta è quello di Alessandra Divella, giovane vignaiola autodidatta che dal 2005 ha dato vita a questa minuscola realtà vinicola a partire da soli 2 ettari vitati. Un piccolo gioiello di artigianato enologico di qualità che affonda le sue radici nei confini orientali e meno battuti della zona di Franciacorta.

Questo Metodo Classico Dosage Zero della cantina Divella è un Blanc de Blancs prodotto da sole uve Chardonnay che provengono da vigne posizionate a Gussago e ai Campiani su terreni calcarei e argillosi di antica formazione, ricchi di materiale fossile che regala mineralità allo spumante. L’agricoltura praticata è rispettosa dell’ambiente e volta ad esaltare il corredo aromatico e gustativo naturalmente presente nel grappolo. Dopo la vendemmia manuale e la pressatura soffice, il mosto fermenta spontaneamente, con il solo utilizzo di lieviti indigeni, in vasche di cemento. Solo una parte del vino base verrà prelevata e trasferita in tonneau di legno usati, dove riposerà per un lungo periodo sulle fecce fini. La seconda fermentazione infine avrà luogo in bottiglia secondo il Metodo Classico, con un affinamento di 32 mesi sui lieviti che doneranno al prodotto finale un’esplosione olfattiva senza eguali.

Nini

Il “Ninì” Divella è un Metodo Classico frutto di un armonico assemblaggio di Chardonnay e Pinot Nero, di grande spessore e profonda espressività. Uno spumante di nicchia, nato dai sogni divenuti realtà di Alessandra Divella, giovane volto femminile da poco affacciatosi all’areale di Franciacorta. Solo 1.000 esemplari annui di queste fragranti e avvolgenti bollicine che vale la pena accaparrarsi prima che le luci dei riflettori si spingano fino a Gussago

Il “Ninì” di Divella è un’espressione innovativa e artigianale del tradizionale spumante franciacortino.  Assemblaggio  di Chardonnay e Pinot Nero, si distingue per autenticità e naturalezza, merito delle fermentazioni spontanee attivate da soli lieviti presenti sulle bucce, dell’utilizzo parco di solfiti e della coraggiosa volontà di non aggiungere mai dosaggi zuccherini dopo la sboccatura. Questo Metodo Classico Pas Dosè rifiuta l’utilizzo di qualsivoglia correzione prima dell’imbottigliamento e si presenta nella sua veste verace e rigorosamente s-truccata.

Il Dosaggio Zero “Ninì” di Divella si presenta di un cristallino giallo paglierino e il perlage di fine eleganza si eleva dolcemente dal basso verso l’alto del bicchiere. Il primo approccio al calice profuma di pane appena sfornato e piccola pasticceria e si estende su note di frutta matura a polpa gialla. Una volta in bocca è avvolgente e croccante, sa di crema pasticcera e miele, senza mai risultare dolce e lasciando un ricordo aggraziato e di garbata finezza. Questo spumante complesso, versatile e mai uguale a se stesso ha tutte le carte in regola per evolvere con ritmo e precisione nel tempo, ma se l’idea di fargli prendere la polvere in cantina non vi va troppo a genio è perfetto da bersi anche ora.